Frena anche il fenomeno del binge drinking, ma l’influenza del gruppo
rimane alta. Sono i maschi di 18-24 anni ad avere maggiori probabilità di bere
e di ubriacarsi
Il consumo di sostanze alcoliche tra gli
adolescenti e i giovani adulti (abituale o occasionale) e l’eccesso, restano aree ad alta criticità sulle quali è necessario intervenire in modo articolato, ma si registra comunque qualche segnale di miglioramento rispetto al passato recente (anche riguardo il preoccupante il fenomeno del binge drinking), in particolare per quanto attiene le fascia di età più bassa.
adolescenti e i giovani adulti (abituale o occasionale) e l’eccesso, restano aree ad alta criticità sulle quali è necessario intervenire in modo articolato, ma si registra comunque qualche segnale di miglioramento rispetto al passato recente (anche riguardo il preoccupante il fenomeno del binge drinking), in particolare per quanto attiene le fascia di età più bassa.
I dati
E’ quanto emerge, in estrema sintesi,
da uno studio promosso dall’Osservatorio Permanente Giovani e Alcool (OPGA) e
realizzato dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle
Ricerche (IFC-CNR), prendendo in esame le evidenze emersa dall’analisi,
allargata agli ultimi 15 anni, delle principali sorvegliane epidemiologiche a
carattere nazionale sul consumo di alcol nella fascia di età 15-34 anni. Tra le
evidenze emerse, la conferma della netta distinzione fra l’area del consumo e
quella delle eccedenze e l’influenza dei fattori ambientali (tra cui famiglia e
gruppo dei pari) nello spiegare i comportamenti e il rischio vulnerabilità. Sui
consumi, in generale, i risultati più significativi comuni a tutte le indagini
sono che i consumatori maschi sono più delle femmine; che tra i 15-17enni ci
sono meno consumatori rispetto alle classi di età maggiori; che tra i maschi la
maggioranza dei consumatori è tra i 25-34enni, mentre tra le femmine la
maggioranza è tra i 18 e i 24 anni. Complessivamente si è comunque registrata
una riduzione dei consumi di bevande alcoliche sia “recenti” che “correnti”.
Leggera
diminuzione del consumo
Per ESPAD®Italia, ad esempio, il
consumo “recente” (nell’ultimo anno dall’intervista) di alcool tra gli studenti
15-19enni, pur molto diffuso, mostra unatrend decrescente tra i minorenni. Dal 2002,
la riduzione annua è dello 0,7% per i maschi e dal 2004 è dell’1,3% per le
femmine. Non si evidenziano variazioni significative per i maggiorenni. Mentre
Multiscopo-ISTAT registra, dal 2005, tra gli under 18 una diminuzione del 4%
annuo per le femmine e del 3% annuo per i maschi. Nelle altre classi di età si
osserva una lieve diminuzione solo nel genere maschile (-0,8% 18-24enni; -0,6%
25-34enni). Anche sul cosiddetto “consumo corrente” (ultimi tre mesi/ultimo
mese/ultima settimana dall’intervista) si osserva una complessiva diminuzione
dei consumatori. Secondo Doxa-OPGA, infatti, dal 2005 al 2010 c’è stata una
riduzione significativa tra i 25 ed i 34 anni dell’uso di alcool riferito agli
ultimi 3 mesi, e secondo HBSC dal 2006 si registra la diminuzione di maschi e
femmine 15enni che hanno riferito di aver bevuto nell’ultima settimana.
Meno vino e birra
«Tutti le maggiori sorveglianze
epidemiologiche – sintetizza Sabrina Molinaro della Sezione di Epidemiologia e
ricerca sui Servizi sanitari dell’ Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio
Nazionale delle Ricerche e curatrice dello studio – concordano, inoltre, sul
fatto che tra i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni stia diminuendo il
consumo di alcolici soprattutto per quanto riguarda il vino e la birra.
Viceversa si osserva, tra i 18 e i 34 anni un leggero incremento dei
consumatori di aperitivi e superalcolici». Ma si beve dentro o fuori casa?
Durante i pasti o fuori pasto? Secondo ESPD®Italia aumenta tra i 15-19enni la
tendenza a bere in più posti nello stesso giorno e, nello specifico, in case
private e esercizi pubblici. Diminuiscono gli adolescenti che bevono solo in
spazi aperti. Mentre DOXA-OPGA rileva che fra il 2005 e il 2010 diminuisce il
consumo di bevande alcoliche durante i pasti (casa, mensa, ristorante,
pizzeria) per i 15-34enni, meno birra ai pasti e per i 25-34enni, meno vino.
Eccessi
Sul fronte “eccedenza” le maggiori
preoccupazioni riguardano l’intossicazione alcolica ed il binge drinking.
Secondo Doxa-OPGA, ubriachezza ed ebrezza aumentano tra i 25-34 anni ma la
fascia più coinvolta rimane quella tra i 18 ed i 24 anni. Anche qui la
situazione migliora tra i più giovani: HBSC mostra una lieve diminuzione tra il
2006 e il 2010 dei 15enni che hanno avuto esperienza di ubriachezza almeno due
volte nella vita, sia tra i maschi che tra le femmine. E Secondo i dati
Multiscopo-ISTAT, i giovani che hanno riferito almeno un episodio di binge drinking nell’anno, hanno
registrato, nel periodo 2005-2012, una significativa riduzione percentuale
annua del 9,8% tra le 15-17enni e dell’1,9% tra i maschi 18-24enni. Per quanto
concerne gli episodi ad alta criticità associati al consumo di alcol un dato
incoraggiante – secondo lo studio presentato – riguarda gli incidenti alla
guida: secondo ESPAD®Italia il tasso di incidenti associabili al consumo di
alcol è diminuito del 4,2% medio annuo per i ragazzi sotto i 18 anni e del 6,1%
tra quelli più grandi, mentre tra le femmine del 9,9% per le minorenni e del
7,9% tra le maggiorenni. Parallelamente aumenta la consapevolezza che sia
pericoloso guidare dopo aver bevuto anche solo un bicchiere di vino/birra.
Riguardo al coinvolgimento in rapporti sessuali non protetti (sempre associati
al consumo di alcol) il trend mostra una diminuzione media annua del 4,0% tra
le ragazze 15-18enni, ma un aumento del 3,8% tra i maschi 18-19enni.
L’influenza del gruppo
E’ invece in aumento (studio Doxa-OPGA) nella
fascia di età 18-34 anni la percentuale di chi afferma di apprezzare il sapore
delle bevande alcoliche ma, soprattutto, aumenta la percentuale di chi sostiene
che è difficile non bere bevande alcoliche in contesti in cui tutti ne bevono.
E quest’ultimo aspetto rimanda decisamente all’influenza del gruppo dei pari.
«Questi risultati - commenta il prof. Enrico Tempesta, Direttore Scientifico
dell’Osservatorio Permanete Giovani e Alcool – se da una parte sono indicativi
di una progressiva presa di coscienza della necessità di un bere responsabile,
dall’altra impongono aipolicy makers di adottare un
approccio che tenga sempre conto degli aspetti biologici, psicologici e sociali
non solo sul piano interpretativo dei fenomeni correlati al consumo di alcol,
ma soprattutto sul piano delle implicazioni di policye
di prevenzione. Infatti – prosegue Tempesta - oltre alla necessità di
implementare una educazione al bere responsabile, è urgente adottare quelle
misure di intervento precoce nel disagio giovanile dove la vulnerabilità
individuale psico-biologica e sociale rappresenta l’apripista non solo a
comportamenti a rischio alcool, ma anche a quelli collegati alla droga, al
gioco d’azzardo e ad altri tipi di dipendenze».

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