martedì 16 dicembre 2014

La cocaina aumenta il rischio di morte improvvisa, il doppio del fumo

Uno studio basco mette in relazione l’assunzione della droga con il decesso improvviso per problemi cardiovascolari indagando la fascia di età tra i 19 e i 49 anni
Uno dei rischi della cocaina è il decesso improvviso: lo sostiene uno studio basco che paragona anche i danni
cardiovascolari di questa droga a quelli portati dal fumo. La ricerca, condotta in collaborazione dall’Università del Paese Basco UPV/EHU, dall’Istituto Basco di medicina forense e da CIBERSAM, mette per la prima volta in correlazione l’uso di cocaina e la morte improvvisa ed è anche la prima ad utilizzare campioni estratti da individui deceduti.
Lo studio I ricercatori baschi hanno preso in esame tutti i casi di morte improvvisa avvenuti nella provincia di Biscaglia in un periodo di sette anni (dal gennaio 2003 al dicembre 2009). Sono stati scelti 437 casi riguardanti una fascia di popolazione relativamente giovane, tra i 19 e i 49 anni, la cui morte è stata di natura non-violenta, immediata o entro sei ore dalla comparsa dei sintomi cardiovascolari. Per ogni decesso è stato condotto un esame post mortem unitamente ad analisi istopatologiche e tossicologiche. Inoltre si è provveduto a riesaminare i dati clinici e le circostanze di ogni morte. Infine grazie all’utilizzo della gascromatografia e della spettrometria di massa è stato possibile individuare il consumo di farmaci, droghe e alcol da parte dei deceduti. Nel corso della ricerca, pubblicata sul giornale Addiction, è stato utilizzato come gruppo di controllo un campione di 126 persone che avevano perso la vita per altre cause rispetto alle problematiche circolatorie.
Le conclusioni L’analisi dei dati raccolti ha dimostrato che il consumo di cocaina aumenta notevolmente i rischi di morte improvvisa. Infatti la percentuale di casi nei quali è stato possibile rilevare una recente assunzione di cocaina rappresentano il 10 per cento del gruppo di coloro che sono deceduti improvvisamente, mentre in quello di controllo si ferma al 2 per cento. Rispetto alla popolazione in generale, il consumo di cocaina è risultato da 13 a 58 volte superiore nei casi di morte per cause cardiovascolari. Infine è stato evidenziato un fattore di rischio rappresentato dall’appartenenza di genere: i maschi sono molto più esposti alla possibilità di avere un attacco di cuore.
Danni innegabili Come ricordano gli autori della ricerca in una nota, la cocaina causa un aumento del battito cardiaco, della pressione sanguigna, delle contrazioni del ventricolo sinistro e della richiesta di ossigeno del miocardio. Inoltre diminuisce il flusso sanguigno coronarico ed è collegata alla formazione di coaguli e all’instaurarsi di aritmie cardiache. Pertanto, sottolineano ancora i ricercatori baschi, la morte improvvisa può essere considerata come la prima, e purtroppo ultima, manifestazione di una patologia cardiaca non diagnosticata. 
(tratto da Corriere.it)

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