L'UE sta attualmente discutendo la cosiddetta "Equal Treatment Directive".
Invece di promuovere l'uguaglianza tra tutti i cittadini, il nuovo progetto di legge tende a creare privilegi per alcuni gruppi e quindi discriminazioni contro gli altri.
La proposta è stata originariamente elaborata con l'intento lodevole per proteggere le persone con disabilità dalle discriminazioni. Tuttavia, da quel momento il documento è statostrumentalizzato per altri fini: limitare le libertà dei cittadini con modalità che non hanno precedenti. In gioco ci sono la libertà contrattuale, la libertà di coscienza e di autonomia privata. Le imprese private saranno ritenute responsabili per il motivo per cui decidono di non concludere un contratto.
Questo tipo di normativa provoca già molti problemi nei Paesi in cui è in atto:
- un fiorista è stato citato in giudizio perché non voleva fare composizioni floreali per un matrimonio tra persone dello stesso sesso;
- un campo estivo cristiano è stato citato in giudizio perché non voleva affittare la propria sede a un'associazione gay.
Andando avanti di questo passo, un proprietario di una casa privata potrebbe essere citato in giudizio e condannata a pagare una multa per aver rifiutato di affittare a una setta satanica. In breve, i cittadini potrebbero essere costretti a comportarsi in modo contrario alle loro convinzioni morali o religiose. Con questa nuova normativa, l'Unione mette in pericolo l'autonomia privata dei cittadini: questa "direttiva anti-discriminazione” è in realtà unadirettiva anti-libertà.
Ai sensi dell'articolo 8 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo, i cittadini hanno il diritto al rispetto della loro vita privata. Tale diritto include la libertà di scegliere i propri partner contrattuali e di compiere le proprie decisioni riguardo all'uso della propria struttura. La legislazione che interferisce con le libertà fondamentali è legittima solo se è necessaria in una società democratica e se non ci sono altri mezzi meno invasivi per risolvere il problema. Riguardo questo progetto di direttiva, questa necessità è tutta da dimostrare.
La proposta di direttiva sulla parità di trattamento può essere adottato o modificato solo da una decisione unanime di tutti gli Stati membri. Una volta adottata, sarà molto difficile abolirla, anche quando gli effetti mostrernno tutti I suoi problemi.
Come cittadini europei attivamente impegnati nella vita economica e sociale, respingiamo l'eccessivo controllo statale, e rivendichiamo la protezione della libertà e dei diritti umani.
___________________________
Per saperne di più:
http://eur-lex.europa.eu/legal-content/it/TXT/PDF/?uri=CELEX:52008PC0426&from=EN (italiano)
Nessun commento:
Posta un commento